Dott. Lorenzo Carbone
Una delle domande che ricevo più frequentemente è: “Dottore, ma se il nervo è stato tolto, perché questo dente continua a farmi male?”
È una domanda assolutamente comprensibile. La devitalizzazione, o terapia canalare, ha proprio lo scopo di rimuovere la polpa dentale infiammata o infetta e permettere di conservare il dente. Tuttavia, anche dopo una terapia canalare correttamente eseguita, il dente può continuare a essere dolente per un certo periodo oppure sviluppare dolore anche a distanza di mesi o anni.
Questo non significa necessariamente che la devitalizzazione sia stata eseguita male. Le cause possono essere diverse e devono essere individuate attraverso una valutazione clinica e radiografica.
🔹 Un po’ di dolore dopo la devitalizzazione può essere normale
Nei giorni successivi alla terapia canalare può comparire una certa sensibilità, soprattutto durante la masticazione.
Il motivo è semplice: anche se la polpa all’interno del dente è stata rimossa, intorno alla radice rimangono i tessuti che sostengono il dente e che possono essere temporaneamente infiammati.
Un fastidio post-operatorio lieve e transitorio può quindi rientrare nel normale processo di guarigione.
Se invece il dolore è intenso, aumenta progressivamente o persiste a lungo, è necessario effettuare un controllo.
🔹 Perché un dente devitalizzato può fare male dopo mesi o anni?
Una delle possibili cause è la persistenza o la ricomparsa di un’infezione all’interno del sistema dei canali radicolari.
I canali del dente possono essere estremamente complessi, con ramificazioni e anatomie difficili da trattare. In alcuni casi possono rimanere batteri o può verificarsi una nuova contaminazione del sistema canalare.
Un’altra possibilità è la presenza di una nuova carie o di un’infiltrazione del restauro che protegge il dente.
🔹 Una frattura può provocare dolore
Un dente devitalizzato può diventare più vulnerabile alle fratture, soprattutto quando ha perso una quantità significativa di struttura dentale.
Una frattura può manifestarsi con:
- dolore durante la masticazione;
- dolore quando si rilascia il morso;
- fastidio intermittente;
- sensazione che il dente “non sia più come prima”.
In questi casi la diagnosi può essere complessa e deve distinguere una semplice infiammazione dei tessuti intorno alla radice da una vera frattura.
🔹 Il dolore potrebbe non dipendere dal dente
Non sempre il dolore percepito in corrispondenza di un dente devitalizzato proviene effettivamente da quel dente.
Il dolore può essere riferito da un elemento dentale vicino oppure avere un’origine differente.
Per questo motivo non è corretto procedere automaticamente con una nuova devitalizzazione senza una diagnosi precisa.
🔹 Cosa fare se un dente devitalizzato fa male?
La prima cosa da fare è sottoporsi a una visita.
Il dentista può eseguire:
- esame clinico;
- test di percussione e palpazione;
- valutazione del restauro;
- radiografia endorale;
- eventuali esami tridimensionali quando indicati.
Una volta individuata la causa, si può decidere se il dente necessita semplicemente di osservazione, di un nuovo trattamento endodontico, di una nuova ricostruzione o di un trattamento differente.
🔹 Conclusioni
Un dente devitalizzato non dovrebbe essere considerato automaticamente “immune” da problemi futuri. Può continuare a dare fastidio per un’infiammazione dei tessuti circostanti, per una nuova infezione, per un problema restaurativo o per una frattura.
La cosa più importante è non trattare il dolore senza averne prima individuato la causa.
Una diagnosi corretta permette di scegliere il trattamento più conservativo possibile e, quando le condizioni lo consentono, di mantenere il proprio dente naturale.
📚 Riferimenti bibliografici
- European Society of Endodontology. Quality guidelines for endodontic treatment.
- Torabinejad M, Walton RE. Endodontics: Principles and Practice.
- Cohen S, Hargreaves KM. Pathways of the Pulp.
- American Association of Endodontists. Guide to Clinical Endodontics.
Dott. Lorenzo Carbone

